È stata inaugurata oggi, nella sala imbarchi dell’aeroporto di Napoli, la mostra What We Want di Francesco Jodice, alla presenza dell’artista, di Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Eva Fabbris, Direttrice del museo Madre e Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di GESAC.
L’esposizione rappresenta il secondo ciclo di opere della collezione del museo Madre ospitate in aeroporto, successivo alla prima installazione, Le massacre du printemps (2020) di Mathilde Rosier. Il progetto di portare l’arte contemporanea negli spazi aeroportuali e arricchire l’esperienza di viaggio dei passeggeri nasce dalla collaborazione tra GESAC, il principale museo d’arte contemporanea della regione e l’Associazione Amici del Madre.
What We Want si configura come un vasto archivio fotografico che indaga il rapporto tra paesaggio urbano e paesaggio umano: un atlante geopolitico composto da immagini e testi che raccontano la trasformazione dei territori come proiezione dei desideri collettivi. Il progetto, tuttora in evoluzione, raccoglie materiali realizzati in oltre 170 metropoli nei cinque continenti, nell’arco di venticinque anni. La Fondazione Donnaregina ha acquisito un corpus di opere fotografiche dalla serie What we Want, grazie al sostegno del bando Strategia Fotografia 2024, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e sono in questa occasione esposte per la prima volta dopo essere entrate così nella collezione del Madre.
Le opere selezionate per l’esposizione in aeroporto – What We Want, Aral, T67, 2008, What We Want, São Paulo, T36, 2006, What We Want, Punta del Este, T16, 2001, What We Want, Hong Kong, T47, 2006 – restituiscono contesti geografici differenti, accomunati da una medesima chiave interpretativa: la città come organismo dinamico, attraversato da tensioni economiche, sociali e culturali.
Il progetto espositivo è affiancato da un laboratorio performativo che ha coinvolto 12 studenti dell’Istituto Comprensivo Oriani-Guarino di San Pietro a Patierno, guidato dalla dirigente scolastica Tiziana Buono.
Il percorso si è articolato in due momenti. Il primo, svolto in aula con l’artista alla vigilia dell’inaugurazione, ha rappresentato un’occasione di confronto sui temi della geopolitica e della trasformazione dei territori, stimolando una lettura critica delle immagini e dei linguaggi contemporanei.
Il secondo incontro si è tenuto nello spazio espositivo dell’aeroporto e ha visto il coinvolgimento diretto degli studenti nella realizzazione dell’allestimento. I partecipanti hanno trascritto, sul wall paper della mostra, testi di carattere geopolitico posti in dialogo con le opere.
Avviata nella primavera 2025, la felice collaborazione tra Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – museo Madre, GESAC e Amici del Madre, oltre alle esposizioni in sala imbarchi, ha visto la realizzazione di laboratori con artisti e operatori didattici del museo per i giovani dei quartieri vicini all’aeroporto. Con la collaborazione della VII Municipalità e con il coinvolgimento di artisti di fama internazionale, sono stati realizzati, tra altri progetti didattici, un percorso dedicato alla scoperta dei suoni della natura e delle civiltà antiche, a cura di Walter Maioli ed un secondo laboratorio di disegno sulla simbologia napoletana, guidato da Marco Pio Mucci.
Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, ha commentato: “È una importante opportunità per il museo Madre presentare all’Aeroporto, luogo di scambi e relazioni internazionali, alcune immagini fotografiche di Francesco Jodice che ben testimoniano, oltre la loro speciale qualità estetica, anche l’impegno etico di ricercatore dell’artista e che entreranno a far parte, grazie all’Italian Council del Ministero della Cultura, della collezione permanente del nostro museo”.
Eva Fabbris, Direttrice del museo Madre, ha inoltre dichiarato: “What We Want di Francesco Jodice è un progetto che costruisce un archivio visivo delle trasformazioni urbane come espressione dei desideri collettivi. Presentarlo in aeroporto vuol dire attivare una risonanza diretta tra le immagini e i flussi che attraversano questo luogo. Al contempo, l’ingresso di queste opere nella collezione del Madre che con questa presentazione si celebra, rafforza nell’identità del museo una linea di ricerca attenta alle pratiche artistiche capaci di interrogare criticamente il presente”.
“Siamo particolarmente orgogliosi di accogliere questa mostra in aeroporto, offrendo ai passeggeri un contatto inatteso con l’arte contemporanea che arricchisce l’esperienza di viaggio e trasforma l’attesa in un momento di valore culturale” – ha dichiarato Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di GESAC. “Allo stesso tempo, siamo lieti di valorizzare un artista campano di fama internazionale come Francesco Jodice e di rafforzare la collaborazione con realtà di eccellenza come il Museo Madre. Il coinvolgimento delle scuole, che abbiamo fortemente voluto, rappresenta per noi un investimento concreto sul capitale umano delle comunità locali: iniziative come questa rendono gli studenti protagonisti attivi, favoriscono lo sviluppo del pensiero critico e della consapevolezza civica e rafforzano il legame tra aeroporto e territorio, generando ricadute positive in termini di inclusione, partecipazione e coesione sociale”.
